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di Anna Toro

Anche Roma è tra le 61 città italiane che sabato 7 maggio hanno aderito a Slot Mob, la manifestazione che si propone di sensibilizzare e informare i cittadini contro i pericoli del gioco d’azzardo. Una mobilitazione dal basso, che trova il suo senso concreto nel celebrare e festeggiare con una “colazione di massa” quei bar che si sono distinti per aver rinunciato alle slot machine e con esse ai guadagni che gli esercenti traggono da scommesse e macchinette mangiasoldi.

SlotMob Fest Roma

“Un bar senza slot ha più spazio per le persone” hanno ripetuto i promotori di Slot Mob mentre consegnavano ai gestori virtuosi le loro targhette da affiggere nell’esercizio. Quelle stesse persone che, nel sole di sabato mattina, si sono riversate in piazza Re di Roma, zona non periferica ma ad alta densità di gioco, e a due passi da una delle sale bingo più grandi d’Europa. Per l’occasione, la piazza si è riempita di stand, associazioni, tantissimi giovani e famiglie che hanno potuto informarsi e riscoprire un altro tipo di gioco: quello “sano”, che promuove la condivisione e lo stare insieme rinsaldando il tessuto sociale.

“Il gioco d’azzardo è all’opposto – spiegano i volontari di Slot Mob – In Italia genera un volume da 88 miliardi di euro che invece che essere impiegato per il benessere collettivo diventa fonte di disgregazione e di recessione”. Di questi, 8 miliardi netti finiscono nelle casse dello Stato sotto forma di tasse, ed è anche per questo che, in tutti questi anni, gli appelli per porre un argine a questa piaga sociale sono rimasti inascoltati da parte delle istituzioni.

piazza re di roma 9“Persa ormai la fiducia nel Parlamento, non ci rimane che il presidente della Repubblica” spiegano i volontari del movimento, che durante la mattinata hanno distribuito e fatto firmare ai cittadini le copie di una lettera da spedire via posta ordinaria a Mattarella. Una lettera in cui la società civile si rivolge al presidente affinché, quale ultimo baluardo della coscienza della Repubblica, si attivi per sottrarre la gestione dell’azzardo alle società commerciali che non possono far altro che incentivarlo per trarne profitto. “Esiste un Paese reale che resiste e che ce la potrà fare perché rifiuta di ridurre tutto a merce o materiale di scarto” si legge nella parte finale.

Una battaglia non certo facile. “Il gioco d’azzardo –  ha ricordato il vicario del papa, il cardinal Vallini, anche lui presente alla manifestazione – è una delle tragedie più estese, spesso nascoste, dove la miseria, la divisione, le lotte, i furti in famiglia, i pignoramenti, le separazioni diventano sofferenza e si fanno concreti”. Per il cardinale non è certo una coincidenza che proprio vicino ai locali in cui si gioca d’azzardo, siano sorti così tanti Compro Oro. “Significa che al fondo c’è la consapevolezza di una fragilità che andrebbe aiutata, anche evitando di moltiplicare le occasioni. Qui dovrebbero entrare in ballo le istituzioni, che invece lucrano sul gioco”.

Leonardo Becchetti

Leonardo Becchetti

Un gioco in cui i cittadini perdono sempre, mentre le uniche a trarne ingenti profitti restano, nonostante la legalizzazione del gioco, le organizzazioni mafiose. “Comprare un biglietto di gratta e vinci e mettersi alle slot è come comprare un’azione che rende per principio il -24%, e dove la possibilità di vincere il primo premio è 15mila volte meno probabile che un asteroide colpisca la terra” afferma Leonardo Becchetti, docente di economia dell’Università Tor Vergata e attivista della finanza etica. Secondo il professore, abbandonare il gioco d’azzardo farebbe bene anche allo Stato: tra le tasse non percepite sui mancati consumi di chi viene rovinato dal gioco, i costi della spesa sanitaria per contrastare le dipendenze patologiche, per non parlare del tasso di evasione nel settore che è altissimo, i conti dicono infatti un’altra verità, diversa da quella professata dalle istituzioni. “Quei miliardi sarebbero spesi in altri settori più sani, e l’economia girerebbe comunque” commenta Becchetti.

 

Intanto, dalla sua nascita nel 2013 il movimento Slot Mob continua a crescere e diffondersi. “Abbiamo un’altra idea di stare al mondo – dichiarano nel “Manifesto di democrazia economica” presentato a Roma lo scorso 12 aprile – Per molti la cognizione dell’azzardo, come esempio eclatante dell’oscenità del potere dei soldi sulla vita collettiva e personale, si sta rivelando una formidabile presa di coscienza della finanza casinò e dei suoi meccanismi autodistruttivi. Siamo solo all’inizio di un cammino di libertà che invitiamo tutti a percorrere insieme”.

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I cittadini firmano la lettera indirizzata al presidente della Repubblica Mattarella.

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