Archive for the ‘Sardegna’ Category

Agnello nato deforme sequestrato in un ovile di Villaputzu

Domani mattina, dopo qualche giorno trascorso in una cella frigorifera di un laboratorio cagliaritano dell’Istituto zooprofilattico, verrà prelevato ed esaminato dall’esperta di nanoparticelle Maria Antonietta Gatti, uno dei consulenti del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi. Toccherà a lei, tra poche ore, prendere alcuni campioni dall’agnello ormai ribattezzato Polifemo che la Procura di Lanusei aveva sequestrato alcuni giorni fa in un ovile nelle campagne di Villaputzu. Per l’accusa, questo animale – nato con un solo occhio ed evidenti malformazioni e sopravvissuto solo qualche giorno – è una nuova e preziosa prova degli effetti nefasti dell’inquinamento ambientale che, sempre secondo l’accusa, avrebbero provocato le attività del poligono interforze del salto di Quirra. Secondo una certa parte di pastori e di residenti, invece, l’agnello di per sé non proverebbe nulla, visto che esemplari malformati, storicamente, sono nati anche in altre zone della Sardegna e del resto del mondo, e non è detto che siano legati alle attività di un poligono”.

Da La Nuova Sardegna di oggi

Io pensavo che la foto fosse uno scherzo, una roba fatta a photoshop. Non ci avevo dato un gran peso. Invece questa creatura è nata davvero così. Per quanto ancora la gente vorrà tenere gli occhi chiusi di fronte alla realtà? Ma alla fine, volete continuare a morire? E che cavolo, continuate a crepare di leucemia, condannate i vostri figli, e tutto il territorio, invece di trovare la forza di mandar via i militari e ricominciare da capo. Pensavo che noi sardi avessimo un po’ più di dignità. E’ anche vero che non si può contare sull’aiuto della Regione, men che meno dello Stato, per riconvertire un intero territorio (le dismissioni di alcune fabbriche insegnano). Davvero non c’è cosa più triste che dover scegliere tra la salute e la sopravvivenza economica. Ma che rabbia…

Per maggiori notizie su Quirra e il poligono, ho scritto un post tempo fa, lo trovate qui.

‘Condizioni di lavoro insostenibili’: i direttori delle carceri sul piede di guerra

Intervista a Francesco D’Anselmo, direttore del carcere di Alghero, anche lui a Roma per chiedere un intervento risolutivo su un sistema carcerario definito ‘illegale’ e sul contratto che non c’è

di Anna Toro , Terzonline

 

A_Look_At_The_Life_Of_Prison

Foto: Wikipedia.

Dopo i detenuti, i familiari, gli agenti di polizia penitenziaria, ora anche i direttori della carceri hanno deciso di far sentire la propria voce: protestano contro la situazione di illegalità delle carceri, sovraffollate e prive di personale, e puntano il dito contro il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che, affermano, li avrebbe totalmente abbandonati senza risorse, e soprattutto senza un contratto. Alla manifestazione, che si è svolta ieri a Roma di fronte al dicastero della Pubblica amministrazione, era presente anche Francesco D’Anselmo, direttore del carcere di Alghero e della scuola di formazione di Monastir, oltre che vice-segretario aggiunto del Sidipe, il più importante sindacato dei direttori penitenziari.

Quali sono i motivi della protesta?

Innanzitutto da tantissimi anni non vengono assunti nuovi direttori penitenziari. Il risultato è che ormai non bastano più: io, ad esempio, in questo momento mi occupo di dirigere non solo il carcere di Alghero e la scuola di formazione del personale penitenziario di Monastir, ma anche il carcere di Sassari e quello di Tempio Pausania, perché sto sostituendo i colleghi. Dobbiamo fare così se vogliamo riuscire ad andare in ferie qualche giorno almeno durante l’estate, o se dobbiamo assentarci per qualsiasi motivo.
Inoltre, protestiamo perché non abbiamo un contratto, e non stiamo parlando di rinnovo, ma del primo contratto. In pratica molti di noi vanno a reggere gratuitamente più istituti ma senza nessun riconoscimento economico e senza diritti riconosciuti: una situazione di illegalità su chi dovrebbe invece garantirla.

Com’è possibile dirigere più istituti contemporaneamente?

Si viaggia. Io in una settimana faccio più di mille chilometri in macchina, lavoro dalla mattina alla sera e perciò spesso non ho nemmeno il tempo per occuparmi della mia vita privata. Inoltre devo anticipare i soldi delle missioni, con i rimborsi che o arrivano in ritardo o non arrivano direttamente. Molti di noi stanno soffrendo questa situazione nell’indifferenza totale del Dap. Senza contare che siamo comunque responsabili di quello che succede nelle carceri che dirigiamo.

Il sovraffollamento non aiuta, anche in Sardegna.

E’ una piaga che ha ormai raggiunto livelli intollerabili. Nell’Isola abbiamo ben quattro carceri senza direttori titolari. Inoltre i direttori di Sassari e Mamone (Nuoro), che vengono da fuori, dovranno andar via a breve. Finirà che in Sardegna cinque direttori dovranno dirigere dodici istituti contemporaneamente. Già il direttore del carcere di Oristano regge anche Is Arenas, mentre il direttore del carcere di Buoncammino, a Cagliari, regge anche Iglesias. Le celle sono stipate di detenuti e noi abbiamo responsabilità enormi: se muore un detenuto, pagano anche il direttore e il comandante di reparto, sia sotto il profilo penale sia sotto quello economico. Ma se dirigo quattro istituti, come faccio a seguire accuratamente tutte le situazioni? Un esempio: mi sfugge una visita psichiatrica, non prendo i provvedimenti adeguati e alla fine il detenuto muore suicida. I direttori delle carceri sono pieni i condanne di questo tipo.

E i suicidi in carcere non mancano di certo.

Esatto. Il problema è che non abbiamo i mezzi per risolvere questa situazione drammatica: non ci sono psichiatri e psicologi, manca il personale per il trattamento, mi vogliono spiegare con quali mezzi possiamo agire? Solo con la polizia penitenziaria?

Ci sono anche le nuove carceri in via di apertura, cosa ne pensa?

In Sardegna verranno aperte quattro nuove carceri a Sassari, Tempio, Oristano e Uta, in provincia di Cagliari. Sono strutture che aumenteranno la ricettività in Sardegna. Ma di nuovo, senza personale di polizia, senza un aumento dei funzionari amministrativi e degli educatori e, naturalmente, senza direttori mi chiedo che senso abbia. Noi direttori, che rappresentiamo il punto di congiunzione tra trattamento rieducativo e sicurezza, ci chiediamo che fine abbia fatto l’intento rieducativo del carcere, a cui comunque teniamo molto.

Pensate che il Dap vi ascolterà?

Lo spero. E’ una questione non solo di civiltà ma anche di legalità. Se non verremo ascoltati passeremo a forme di protesta più continuative ed eclatanti, come lo sciopero anomalo, già fatto di recente in Toscana: per un mese i colleghi non sono andati in missione negli altri istituti senza ricevere l’anticipo, non hanno fatto lo straordinario, e non hanno ricoperto altri incarichi se non quelli strettamente relativi al proprio ruolo. Per una questione di responsabilità non possiamo essere assenti dal carcere, specie ora che i detenuti sono in subbuglio. Non possiamo abbandonarli. Già venire un giorno a Roma è stato problematico. Ma se il Dap non ci darà risposte concrete la protesta continuerà.

 

Il vento del cambiamento è soffiato anche a Cagliari. Dopo quasi 18 anni di governo delle destre, e un’era Floris che pareva infinita, finalmente i cagliaritani si sono stancati e hanno scelto in modo diverso. Massimo Zedda in passato non mi ha mai veramente convinto, ma alla fine sono contenta: il nostro sindaco sarà un ragazzo di 35 anni, e porterà senz’altro una ventata di gioventù e vitalità in una città che stava lentamente morendo.

Tanti auguri Massimo, buon lavoro a te e alla tua giunta!

 

PS. Ovviamente tanti auguri anche agli altri nuovi sindaci.. quelli che hanno travolto il Pdl e la Lega (soprattutto la Lega, geeeente, come si può votare la Lega?!!) Oggi si gode.

PS. II Mi spiace tanto per Marta Testa, Iglesias più di tutte aveva bisogno di una persona in gamba come sicuramente lo è quella ragazza. E vabhe, ora vedremo.

Era l’autunno del 2000 quando il sindaco di Villaputzu Antonio Pili, denunciò la strage silenziosa che si stava consumando all’ombra del poligono militare di Quirra (Pisq), il più grande d’Europa, situato nella frazione del paesino sardo di Villaputzu. Succedeva che i tumori e le malattie che di solito colpivano i militari al ritorno da missioni di guerra (la cosiddetta “sindrome del Balcani” o “del Golfo”) a Quirra riguardavano e tuttora riguardano una percentuale troppo alta anche della popolazione civile. In una zona densamente spopolata, senza industrie né fabbriche, a cos’altro poteva esser dovuto se non alla presenza del Poligono interforze?

 

Certo prima di sparare delle accuse ci vogliono le prove, degli studi, delle certezze. Il problema è che da quelle prime denunce non abbiamo fatto altro che assistere a una lunga sfilata di smentite, monitoraggi abortiti o condizionati (per non dire “truccati”), depistaggi, campagne di disinformazione a tutti i livelli. Uno dei numerosi “muri di gomma” vergognosi a cui noi italiani siamo tanto abituati. Sembrava non ci fosse verso di ottenere un minimo, se non di giustizia, almeno di chiarezza.
Ora, incredibile ma vero, pare che qualcosa si stia muovendo. Gran parte del merito è del procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi che, da quando ha aperto le sue indagini a gennaio, non si è più fermato di fronte a niente e nessuno. Perchè era questo che serviva, qualcuno che non si fermasse di fronte a niente e nessuno. L’accusa della Procura, al principio contro ignoti, non è mica da poco: disastro, omicidio plurimo, omissione di atti d’ufficio e in particolare per detenzione di armi illegali.

Ma cosa c’è da indagare a Quirra? Il fatto che nei dieci paesi interessati dal Pisq, tumori e linfomi sarebbero il 20% più della norma. Nel solo paesino di Escalaplano 14 bambini sarebbero nati malformati, e a Quirra, frazione di Villaputzu, 14 persone sono morte di leucemia negli ultimi anni. Ma i vivi non sono messi molto meglio: secondo i recenti monitoraggi delle Asl di Lanusei e Cagliari dieci pastori su 18, cioè il 65% in un raggio di due km e 7 dal Poligono di Quirra, soffrono di tumori e leucemie e 4 si sono ammalati proprio tra il 2009 e il 2010. Moltissimi gli agnelli nati morti, ciechi, o sordi o con terribili malformazioni (se non altro il più famoso di questi poveretti, nato con due teste darà più di una grana a militari & co..). Tutto a posto vero? Semplice normalità statistica, avevano detto. 

In realtà, a parte la pietosa parentesi della miniera d’arsenico*, da subito si cominciò a parlare dei terribili proiettili all’uranio impoverito. L’uranio impoverito è uno scarto del processo di arricchimento dell’uranio naturale e rende i proiettili capaci di bucare i blindati, ma con le sue polveri radioattive provoca anche tumori e leucemie. Appunto. Certo le autorità militari hanno sempre smentito di usarli nel poligono, tanto chi poteva smentirli? I militari e le aziende private che vengono a Quirra da tutto il mondo a provare armi non convenzionali e nuovi sistemi di offesa e difesa sono coperti dal segreto di Stato i primi e dal segreto industriale (che è anche peggio) le seconde. Il denaro e la ragion di Stato prevalgono anche di fronte ai morti, ma che lo scrivo a fare, da che mondo è mondo è una banalità.

* In un primo momento istituzioni e politici
tentarono di dare la colpa a una miniera chiusa nel ’74,
per poi “scoprire” che l’avvelenamento da arsenico
non poteva portare a quel tipo di malattie.

Non ho menzionato i pericoli dovuti alla possibile dispersione di micropolveri di metalli tossici e cancerogeni come tungsteno e manganesio. E che ne è stato degli studi sulle nanoparticelle effettuati dalla dottoressa Gatti? Per non parlare del fatto che tutta la zona intorno al poligono è disseminata di ordigni e resti bellici. Molti sono stati ritrovati in mare, o sotto terra. La Procura ha deciso di sequestrarne alcuni esemplari e studiarli finalmente in modo serio e non condizionato.

Si potrebbe scrivere a lungo dei “misteri” di Quirra che alla fine tanto misteri non sono. Si potrebbe scrivere a lungo anche della reazione stizzita di una fetta della popolazione locale, spaventata dalla cattiva pubblicità che delle indagini serie possono arrecare alla zona, specie a ridosso della bella stagione (ogni volta mi cadono le braccia).

Ma mi limiterò a riportare gli ultimi avvenimenti che riguardano le indagini.

-Arriva una prima conferma ufficiale: a Quirra c’è l’uranio impoverito. Un agnello morto vicino al poligono sardo sarebbe infatti risultato contaminato. La rivelazione arriva dal documento del 19 aprile intitolato “Misurazioni di uranio condotte su campioni provenienti dalla Sardegna”, prodotto dal Dipartimento di energetica del Politecnico di Torino. Ovviamente tutti chiedono ancora di fare chiarezza (ma quante conferme delle conferme ci vorranno?)

-Secondo la testimonianza dell’ex militare di leva nel’97, Mauro Artizzu, e di alcuni documenti acquisiti nelle scorse settimane dagli investigatori allo Stato maggiore dell’Aeronautica, nel Pisq sarebbero avvenute esplosioni di munizioni esauste arrivate, secondo il teste, da tutta Italia. Nei documenti dello Stato maggiore, c’è anche traccia di esplosioni di napalm. Trecentosettantacinque ettari del poligono sono stati messi sotto sequestro.

-Il procuratore Fiordalisi ha disposto ieri la riesumazione delle salme di persone morte nei centri vicini al poligono fra il 2003 e il 2007 a causa linfomi o altre forme di tumore: si tratta dei corpi di due pastori sepolti nel cimitero di Perdasdefogu e di un militare di Baunei. I periti cercheranno eventuali tracce di sostanze radioattive, in particolare uranio. Le riesumazioni disposte saranno in tutto 18.

-Al momento nell’inchiesta della procura di Lanusei figurano tre iscritti nel registro degli indagati. Sono l’ex colonnello Tobia Santacroce, 66 anni di Chieti, accusato di disastro ambientale e omicidio plurimo per aver organizzato nel poligono l’esplosione di munizioni provenienti da diverse parti d’Italia, e due chimici della società Sgs del gruppo Fiat, accusati di falso ideologico in atto pubblico.

Secondo gli inquirenti, nell’ambito dei controlli ambientali, i due non avrebbero effettuato correttamente le comparazioni tra agnelli morti a causa di inalazioni di sostanze tossiche e quelli degli ovili esterni nelle immediate vicinanze del poligono. In questo modo hanno “neutralizzato” le anomalie scoperte pochi giorni prima dai tecnici delle Asl di Cagliari e Lanusei, deducendo dai loro studi che a Quirra “non c’è nulla di preoccupante”. La procura sospetta che ci sia un legame tra la loro Sgs e alcune commesse legate proprio al ministero della Difesa.

Chissà se stavolta cambierà qualcosa. L’unica cosa che mi sento di dire è: Vada avanti Procuratore, anche se le fanno terra bruciata intorno non si fermi! Non è solo, c’è tanta gente comune dalla sua parte. I sardi, non tutti ok ma buona parte, continuano a sperare nella verità e nella giustizia.