Carceri e silenzio

Posted: June 6, 2011 in Informazione, Media, Politica, Roma, Sociale, società
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Mi chiedo perchè le testate nazionali facciano servizi (pure belli e interessanti!) sulla situazione esplosiva delle carceri della California, con tanto di gallery, e se ne infischino delle carceri italiane in cui quasi 68 mila persone vivono in condizioni disumane e vergognose.
Molti non sanno (perchè nessuno ne parla) che in diverse carceri della nostra Penisola migliaia di detenuti hanno cominciato uno sciopero della fame, in solidarietà con quello per l’amnistia e la democrazia cominciato oltre 40 giorni fa da Marco Pannella. A loro si sono uniti i familiari, le associazioni, la polizia penitenziaria, perfino alcuni avvocati penalisti. Perchè, ormai ne sono convinta anch’io, l’amnistia è diventata una necessità vitale! Il carcere si è trasformato in una discarica sociale, con una situazione di sovraffollamento insostenibile aggravata da quei gioiellini che sono le leggi Bossi-Fini e Fini-Giovanardi (per carità Gianfranco!). Ah, dimenticavo la Cirielli..

Se l’amnistia non serve a risolvere i problemi strutturali del mondo carcerario (per quello ci vuole ben altro), servirà comunque a prendere un po’ di respiro, a ridare a quei “non-luoghi” e a quelle “non-persone” una parvenza di dignità umana. Parlo di “non-persone” perchè tanta gente pensa di poter bypassare il problema semplicemente rinchiudendo chi sbaglia in una cella buttando, se possibile, via la chiave. Senza capire che il carcere è parte integrante della società, che il detenuto è l’altra parte di noi, una parte forse nascosta ma che può venir fuori quando meno ce l’aspettiamo, o può coinvolgere le persone a noi vicine e a cui vogliamo bene.

E allora, si sbaglia, si paga, ma si deve rimanere delle persone. Persone che prima o poi usciranno. Fatevene una ragione, la pena di morte non c’è più. C’è solo questo stato di tortura legalizzata, che non fa altro che abbruttire e incattivire il detenuto che un giorno comunque uscirà dalla sua cella, e sarà più perso, più solo e molto probabilmente più violento di prima. Che poi, se la legge fosse davvero uguale per tutti, ci sarebbe almeno quella soddisfazione. Ma sappiamo bene che non è cosi, come sappiamo bene chi finisce in carcere e chi invece dentro non ci andrà mai. In ogni caso, la mania di vendetta di noi “brava gente” non produce sicurezza sociale. Se non vi fidate di me fidatevi dei numeri. Ah già, è vero, i numeri non li conoscete. Perchè i media più importanti, a parte qualche rara eccezione, restano in silenzio.

2 giugno 2011 - Sit-in dei Radicali di fronte a Regina Coeli

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