Buon 25 aprile (e buon ‘Risveglio’ a tutti noi)

Posted: April 25, 2011 in Informazione, Politica, Roma, Sociale, Storia
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Anche questo 25 aprile sta passando. C’è chi dice sia stato uno dei più brutti della nostra storia. In realtà le polemiche ci sono sempre state. Il piccolo corteo di fascistelli che cerca di disturbare la cerimonia di commemorazione, i politici che dicono che è una festa ormai vecchia e va abolita, i fischi ai vari rappresentanti del governo. 

Quest’anno abbiamo avuto anche tante altre trovate simpatiche, come questa a Pigneto (Roma), che in realtà voleva polemizzare con la pessima situazione del lavoro nella nostra martoriata Repubblica. Una provocazione un po’ forte, ma tant’è..

Sono comunque d’accordo con chi dice che i tempi siano più cupi del solito. La contrapposizione politica non lascia nessun margine di dialogo tra le parti, e gli scontri si stanno inasprendo anche al di fuori. Io stessa stamattina, dopo il discorso di Napolitano, ho subito spento la TV come ho visto che stava per parlare La Russa. Non ho nulla da imparare da un uomo simile, da gente simile. Mi rappresenta di più questo dannato insetto che sta volando in camera mia e che fra poco schiaccerò (no, dai, cerco di mandarlo fuori). Arriverà mai il momento in cui ne avremo davvero abbastanza?

Per ridare un senso a questa festa di Liberazione ci vorrebbe una seconda Resistenza. Non dico una guerra: basterebbe che finalmente buona parte della popolazione italiana aprisse gli occhi e si rendesse conto di cosa è diventato questo Paese. Che si risvegliasse da questo strano sonno in cui è piombata da molti anni a questa parte e ricominciasse a indignarsi per tutte le ingiustizie e le assurdità propinate da questa classe dirigente fatta di mafiosi, cricche, faccendieri, presunti responsabili (delle proprie poltrone). E dicesse “basta”, in modo pacifico se si può, ma deciso. I modi sono tanti. Possiamo chiamarlo il Risveglio, che ne so, so solo che sarà un nuovo momento storico e  in futuro avremo anche per esso un giorno apposito di festa, cortei e concerti gioiosi.

Per ora invece, fa impressione come qualsiasi cosa, dagli imbrogli ai furti istituzionalizzati alle censure fino alle dichiarazioni da autentici fuori di testa, vengano lasciate passare come se nulla fosse. Un tempo avevamo il benessere a tenerci belli buoni, ora nemmeno più questo. Eppure i nostri occhi rimangono sempre mezzo chiusi, hanno qualche guizzo di coscienza e consapevolezza, ma poi tornano nella loro contemplazione del nulla cosmico.

Non abbiamo perso solo il senso della vergogna e del rispetto, ma anche tutti quei valori che la Resistenza e la nostra bellissima Costituzione avrebbero dovuto depositare nei nostri cuori e nelle nostre menti per guidarci in un avvenire teso al miglioramento continuo (grazie anche agli errori del passato). Invece precipitiamo verso un fondo che sembra non avere fine, o almeno questa è la percezione che si ha sempre più spesso, a seconda della “novità” del giorno.

E’ anacronistico parlare di “valori”? Non importa: valori come la condivisione, l’ospitalità, il coraggio di tendere la mano verso chi è più sfortunato a discapito delle proprie comodità, dove sono finiti? Nel Paese delle cricche la condivisione viene derisa, l’ospitalità fa paura, e la sola parola “coraggio” suona talmente ridicola che me la censuro io da sola. Basterebbe solo rendersi conto “davvero” dello stato in cui siamo. La ciliegina sulla torta sarà, in un futuro neanche troppo lontano, avere Berlusconi come Presidente della Repubblica, com’è stato paventato oggi da più parti. Allora sì che saremo pienamente rappresentati in tutta la nostra autorevolezza di Stato nato (sic!) dalla Resistenza e ripiombato in un fascismo neanche tanto velato ma di cui siamo i primi colpevoli.

Come si fa a risvegliare un Paese? Ricette magiche non ne ho di certo, ma credo che attivarsi, mettersi in gioco in prima persona, sia un buon primo passo. Proviamo a rileggere la Costituzione, a conoscere la nostra Storia con meno preconcetti possibili, informiamoci, conosciamo il più possibile e riscopriamo la dignità sopita e tutta la nostra voglia di partecipare davvero alla vita di questo paese. Partecipare, sì. Libertà è partecipazione, no? Sono sempre stata d’accordo con questo concetto. Attiviamoci in qualcosa che non sia solo il nostro tornaconto personale, e poi torniamo a condividere (non solo sui social network, troppo facile :-P) Ricominciamo a vedere negli altri dei possibili compagni e amici e non dei potenziali nemici pronti a fregarci alla prima occasione. Ci vuole uno sforzo, e forse non è nemmeno tanto saggio, ma continuando a lamentarci ognuno per sé le cose non cambiano.

Insomma, questo è il mio pensiero e il mio augurio per tutti noi in questa giornata che per me è sempre stata la più importante e bella dell’anno. Tra angoscia e buoni propositi, la dico con il fantastico Pertini disegnato da Paz: 

 

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Comments
  1. […] dell’anno. Tra angoscia e buoni propositi, la dico con il fantastico Pertini disegnato da Paz: Fonte LikeBe the first to like this […]

  2. frattale says:

    Scusa, ma mi sono permesso di postare questo bellissimo post, nel mio blog, mettendo la fonte. Se non vuoi basta che tu lo dica e lo cancello. Ciao

  3. Ciao! Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto. Era un po’ uno sfogo, olltre che un’esortazione a non restare passivi (indirizzata anche a me stessa), postalo pure… A presto, buona giornata!

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