Quirra, crepe nel “muro di gomma”

Posted: April 22, 2011 in Informazione, Politica, Sardegna
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Era l’autunno del 2000 quando il sindaco di Villaputzu Antonio Pili, denunciò la strage silenziosa che si stava consumando all’ombra del poligono militare di Quirra (Pisq), il più grande d’Europa, situato nella frazione del paesino sardo di Villaputzu. Succedeva che i tumori e le malattie che di solito colpivano i militari al ritorno da missioni di guerra (la cosiddetta “sindrome del Balcani” o “del Golfo”) a Quirra riguardavano e tuttora riguardano una percentuale troppo alta anche della popolazione civile. In una zona densamente spopolata, senza industrie né fabbriche, a cos’altro poteva esser dovuto se non alla presenza del Poligono interforze?

 

Certo prima di sparare delle accuse ci vogliono le prove, degli studi, delle certezze. Il problema è che da quelle prime denunce non abbiamo fatto altro che assistere a una lunga sfilata di smentite, monitoraggi abortiti o condizionati (per non dire “truccati”), depistaggi, campagne di disinformazione a tutti i livelli. Uno dei numerosi “muri di gomma” vergognosi a cui noi italiani siamo tanto abituati. Sembrava non ci fosse verso di ottenere un minimo, se non di giustizia, almeno di chiarezza.
Ora, incredibile ma vero, pare che qualcosa si stia muovendo. Gran parte del merito è del procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi che, da quando ha aperto le sue indagini a gennaio, non si è più fermato di fronte a niente e nessuno. Perchè era questo che serviva, qualcuno che non si fermasse di fronte a niente e nessuno. L’accusa della Procura, al principio contro ignoti, non è mica da poco: disastro, omicidio plurimo, omissione di atti d’ufficio e in particolare per detenzione di armi illegali.

Ma cosa c’è da indagare a Quirra? Il fatto che nei dieci paesi interessati dal Pisq, tumori e linfomi sarebbero il 20% più della norma. Nel solo paesino di Escalaplano 14 bambini sarebbero nati malformati, e a Quirra, frazione di Villaputzu, 14 persone sono morte di leucemia negli ultimi anni. Ma i vivi non sono messi molto meglio: secondo i recenti monitoraggi delle Asl di Lanusei e Cagliari dieci pastori su 18, cioè il 65% in un raggio di due km e 7 dal Poligono di Quirra, soffrono di tumori e leucemie e 4 si sono ammalati proprio tra il 2009 e il 2010. Moltissimi gli agnelli nati morti, ciechi, o sordi o con terribili malformazioni (se non altro il più famoso di questi poveretti, nato con due teste darà più di una grana a militari & co..). Tutto a posto vero? Semplice normalità statistica, avevano detto. 

In realtà, a parte la pietosa parentesi della miniera d’arsenico*, da subito si cominciò a parlare dei terribili proiettili all’uranio impoverito. L’uranio impoverito è uno scarto del processo di arricchimento dell’uranio naturale e rende i proiettili capaci di bucare i blindati, ma con le sue polveri radioattive provoca anche tumori e leucemie. Appunto. Certo le autorità militari hanno sempre smentito di usarli nel poligono, tanto chi poteva smentirli? I militari e le aziende private che vengono a Quirra da tutto il mondo a provare armi non convenzionali e nuovi sistemi di offesa e difesa sono coperti dal segreto di Stato i primi e dal segreto industriale (che è anche peggio) le seconde. Il denaro e la ragion di Stato prevalgono anche di fronte ai morti, ma che lo scrivo a fare, da che mondo è mondo è una banalità.

* In un primo momento istituzioni e politici
tentarono di dare la colpa a una miniera chiusa nel ’74,
per poi “scoprire” che l’avvelenamento da arsenico
non poteva portare a quel tipo di malattie.

Non ho menzionato i pericoli dovuti alla possibile dispersione di micropolveri di metalli tossici e cancerogeni come tungsteno e manganesio. E che ne è stato degli studi sulle nanoparticelle effettuati dalla dottoressa Gatti? Per non parlare del fatto che tutta la zona intorno al poligono è disseminata di ordigni e resti bellici. Molti sono stati ritrovati in mare, o sotto terra. La Procura ha deciso di sequestrarne alcuni esemplari e studiarli finalmente in modo serio e non condizionato.

Si potrebbe scrivere a lungo dei “misteri” di Quirra che alla fine tanto misteri non sono. Si potrebbe scrivere a lungo anche della reazione stizzita di una fetta della popolazione locale, spaventata dalla cattiva pubblicità che delle indagini serie possono arrecare alla zona, specie a ridosso della bella stagione (ogni volta mi cadono le braccia).

Ma mi limiterò a riportare gli ultimi avvenimenti che riguardano le indagini.

-Arriva una prima conferma ufficiale: a Quirra c’è l’uranio impoverito. Un agnello morto vicino al poligono sardo sarebbe infatti risultato contaminato. La rivelazione arriva dal documento del 19 aprile intitolato “Misurazioni di uranio condotte su campioni provenienti dalla Sardegna”, prodotto dal Dipartimento di energetica del Politecnico di Torino. Ovviamente tutti chiedono ancora di fare chiarezza (ma quante conferme delle conferme ci vorranno?)

-Secondo la testimonianza dell’ex militare di leva nel’97, Mauro Artizzu, e di alcuni documenti acquisiti nelle scorse settimane dagli investigatori allo Stato maggiore dell’Aeronautica, nel Pisq sarebbero avvenute esplosioni di munizioni esauste arrivate, secondo il teste, da tutta Italia. Nei documenti dello Stato maggiore, c’è anche traccia di esplosioni di napalm. Trecentosettantacinque ettari del poligono sono stati messi sotto sequestro.

-Il procuratore Fiordalisi ha disposto ieri la riesumazione delle salme di persone morte nei centri vicini al poligono fra il 2003 e il 2007 a causa linfomi o altre forme di tumore: si tratta dei corpi di due pastori sepolti nel cimitero di Perdasdefogu e di un militare di Baunei. I periti cercheranno eventuali tracce di sostanze radioattive, in particolare uranio. Le riesumazioni disposte saranno in tutto 18.

-Al momento nell’inchiesta della procura di Lanusei figurano tre iscritti nel registro degli indagati. Sono l’ex colonnello Tobia Santacroce, 66 anni di Chieti, accusato di disastro ambientale e omicidio plurimo per aver organizzato nel poligono l’esplosione di munizioni provenienti da diverse parti d’Italia, e due chimici della società Sgs del gruppo Fiat, accusati di falso ideologico in atto pubblico.

Secondo gli inquirenti, nell’ambito dei controlli ambientali, i due non avrebbero effettuato correttamente le comparazioni tra agnelli morti a causa di inalazioni di sostanze tossiche e quelli degli ovili esterni nelle immediate vicinanze del poligono. In questo modo hanno “neutralizzato” le anomalie scoperte pochi giorni prima dai tecnici delle Asl di Cagliari e Lanusei, deducendo dai loro studi che a Quirra “non c’è nulla di preoccupante”. La procura sospetta che ci sia un legame tra la loro Sgs e alcune commesse legate proprio al ministero della Difesa.

Chissà se stavolta cambierà qualcosa. L’unica cosa che mi sento di dire è: Vada avanti Procuratore, anche se le fanno terra bruciata intorno non si fermi! Non è solo, c’è tanta gente comune dalla sua parte. I sardi, non tutti ok ma buona parte, continuano a sperare nella verità e nella giustizia.

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Comments
  1. […] maggiori notizie su Quirra e il poligono, ho scritto un post tempo fa, lo trovate qui. LD_AddCustomAttr("AdOpt", "1"); LD_AddCustomAttr("Origin", "other"); […]

  2. Mx says:

    Sono arrivato a questo articolo incuriosito da quello su polifemo, devo dire che la maggior parte delle risposte alle domande o affermazioni che ho appena letto le ho trovate nei risultati della inchiesta del magistrato, …e la cosa per fortuna appare molto ridimensinoata.

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