Testamento biologico, dove sei?

Posted: March 7, 2011 in Politica, società
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Oggi è iniziata la discussione del ddl sul testamento biologico alla Camera. HHHallelujahhh, aggiungerei, dato che il primo via libera al Senato è stato due anni fa. In realtà in questo contesto sarebbe meglio evitare gli alleluia, eh eh. Per il voto finale bisognerà aspettare aprile (se non crolla la nazione intanto) per cui possiamo aspettarci il solito gioco al massacro.

Tratta da LeMonde

Intanto vediamo cosa ci vogliono propinare, giusto per capire meglio.

DAT. Tra i punti controversi c’è la cosiddetta DAT, ovvero le dichiarazioni anticipate di trattamento. In parole povere si tratta della dichiarazione scritta che esprime la propria preferenza sui trattamenti sanitari che il cittadino potrebbe subire se perdesse la capacità di intendere e di volere: insomma, il testamento biologico così com’è comunemente inteso.

La DAT non è obbligatoria, dev’essere scritta a mano o dattilografata e firmata dall’autore, ha una durata di 5 anni, si può rinnovare alla scadenza oppure revocare prima che siano passati i 5 anni. Video e ricostruzioni non possono essere ritenuti validi.

Nella Dat si può anche esprimere esplicitamente la rinuncia da parte del soggetto a forme particolari di trattamenti sanitari se di carattere sproporzionato o sperimentale.

Il soggetto può nominare un fiduciario, maggiorenne, che accetta la nomina sottoscrivendo la DAT e che verifica che questa venga rispettata. In caso di contrasto tra parenti e assenza del fiduciario, la decisione spetta al giudice tutelare.

E però…

Il ddl presentato oggi afferma che la DAT non viene applicata se, in casi di emergenza, chi l’ha compilata si trova in pericolo di vita immediato.

Il medico non è comunque obbligato a seguire alla lettera le DAT, ma può agire secondo scienza e coscienza. Se si verificano contenziosi, il medico curante può avvalersi del parere, non vincolante, di un collegio di medici.

Alimentazione e idratazione. Altro punto controverso: secondo quanto scritto nel ddl, il cittadino non può dichiarare nella DAT se vuole ricevere o meno idratazione e alimentazione. Nel testo, infatti, esse non vengono classificate come terapie ma come “sostegno vitale”, perciò il paziente non può decidere se volerle o meno.

E però, però..

Sono moltissimi i casi in cui i pazienti in stato vegetativo sopravvivono solo grazie all’idratazione e all’alimentazione forzate. Pensiamo al caso di Eluana Englaro, su cui le forze politiche si scannarono specie durante le ultime settimane della sua vita. Ma secondo il ddl, idratazione e alimentazione possono essere sospese solo nel caso in cui diventino «non più efficaci o non adeguate alle condizioni di vita del paziente».

Consenso informato. Il medico deve fare chiarezza sulla diagnosi, la prognosi, i benefici e i possibili rischi prima di avviare qualsiasi terapia. Perciò, il consenso del paziente dev’essere libero e consapevole. Se il paziente non può esprimere direttamente il suo consenso, il tutore dovrà farlo per lui. E ancora, in caso di complicanze o gravi eventi, i medici possono intervenire per salvaguardare la salute del paziente anche senza consenso informato.

Registro DAT. Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento saranno conservate in un archivio unico digitale sotto la responsabilità del ministero della Salute.

Tutela della vita”. Il testo prevede che l’assistenza medica e le attività sanitarie siano finalizzate esclusivamente alla tutela della vita e all’alleviamento delle sofferenze, escludendo così qualsiasi ipotesi di eutanasia o aiuto al suicidio.



Hanno votato a favore della proposta del relatore Di Virgilio (Pdl), in commissione Affari sociali, 24 esponenti della maggioranza con l’Udc, 18 i contrari (appartenenti a Pd e Idv) mentre l’Api lega il suo sì all’approvazione di alcuni correttivi. Anche Fli ha espresso forti perplessità sul testo.

Per quanto mi riguarda, piuttosto che approvare una legge del genere, meglio continuare con questa incertezza. Letta così, mi sembra che il testamento biologico alla fin fine non abbia nessun valore. E dire che, secondo i dati dell’ultimo rapporto Eurispes dello scorso gennaio, il 72,8 per cento degli italiani ritiene che il medico non dovrebbe ignorare la volontà espressa nel biotestamento dal proprio paziente. Ma a loro che glie ne frega.. Insomma, a decidere anche sulla mia vita e sulla mia morte sarà come al solito un manipolo di falsi bigotti che vuole solo accontentare il Vaticano e preservare così il proprio potere. A questo punto speriamo che, almeno per una volta, l’opposizione sia capace di fare davvero opposizione.

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