“ Mr Lieberman la dichiaro in arresto”

Posted: February 23, 2011 in conflitti, Esteri, Media, Palestina, Politica
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Bruxelles, giornata di ieri. Sta per iniziare la conferenza stampa del ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman, in occasione del Consiglio dell’Associazione israeliano-europea. Improvvisamente David Cronin, giornalista irlandese e corrispondente da Bruxelles per l’agenzia Inter Press Service, si alza impiedi e urla:

“Mister Lieberman! Lei é colpevole del crimine di persecuzione razziale! Questo é un arresto da parte di un privato cittadino, lei é colpevole del crimine di persecuzione razziale, la prego di seguirmi al più vicino posto di polizia!”.

Palestina libera! Palestina libera! L’Apartheid è un crimine!”

Ecco il filmato:



Quello che ha fatto Cronin è stato in realtà la messa in pratica del cosiddetto “citizen’s arrest”, la facoltà che tutti i privati cittadini hanno di trasformarsi in pubblici ufficiali ed effettuare un fermo di fronte a un reato evidente e scoperto, in mancanza di un intervento ufficiale. Ovviamente non gli è andata bene, come si vede è stato portato via di forza dagli addetti alla sicurezza.

Attivista dei diritti umani, ma soprattutto giornalista autorevole e pratico dei meandri della burocrazia e dei rapporti all’interno dell’Ue, Cronin non ha mai nascosto le proprie opinioni riguardo alla politica israeliana nei confronti del popolo palestinese. E se giudica lo stato d’Israele una vera e propria Apartheid, per lui l’Unione europea non è meno colpevole. Autore del libro “Europe’s Alliance With Israel – Aiding the Occupation” uscito nel novembre del 2010, Cronin da anni denuncia l’ignavia dei Governi europei che non mancano di imporre le loro richieste e pretese a Stati africani e asiatici, mentre girano la faccia dall’altra parte quando si tratta di Israele, uno Stato responsabile da decenni di crimini che, se commessi da chiunque altro, avrebbero già suscitato scandalo e rappresaglie.

Pare che il fattaccio abbia davvero messo di malumore l’ultranazionalista Lieberman. Quando un altro giornalista gli ha chiesto per quanto tempo Israele continuerà a sfidare le risoluzioni Onu sulla questione palestinese, Lieberman, visibilmente irritato, ha risposto: “La sua domanda trasuda pregiudizi, non c’è bisogno che risponda”. C’è da dire che (e questo conferma le tesi di Cronin) che nemmeno gli altri presenti, ovvero il ministro degli esteri ungherese Janos Martonyi e il commissario europeo per l’allargamento e la politica europea di vicinato Stefan Füle, hanno voluto rispondere a simili domande giudicate “provocatorie”.

Come sempre la bilancia universale dei diritti umani e degli interessi pende ancora una volta, e sempre più pesantemente, da una parte.

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