L’attentatrice

Posted: February 17, 2011 in conflitti, Esteri, Libri, Palestina, Politica
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Ho finito di leggere “L’attentatrice” di Yasmina Khadra (su consiglio della favolosa principessa Sherazade :D), e l’ho trovato molto bello.




Amin è un medico, un chirurgo la cui missione è ridare vita e speranza a chi passa sotto i suoi ferri nella Tel Aviv dei nostri giorni. E però lui è arabo, un palestinese naturalizzato israeliano, che è riuscito non solo a prendere la cittadinanza ma anche a farsi stimare dalla sua società d’adozione. Amici, allori e prestigio, una vita dorata che Amin condivide con la sua bellissima moglie di cui è più innamorato che mai.

Poi un attentato in un fast-food vicino al suo ospedale fa piombare la città nel terrore: i morti saranno 17 e Amin passerà tutta la notte a operare e cercare di salvare quanti più feriti possibile. All’alba torna a casa stremato, quando una telefonata gli intima di tornare subito all’ospedale: dovrà riconoscere un cadavere. Non si tratta di un cadavere qualsiasi, ma di quello dell’attentatore, o meglio, dell’attentatrice kamikaze. Uno shock indicibile sarà per lui scoprire che colei che si è fatta esplodere in un ristorante pieno di ragazzini che festeggiavano un compleanno è sua moglie. Perchè? La loro felicità non era perfetta? E perchè lui non si è mai accorto di nulla? Da lì comincia il viaggio di Amin verso l’inferno, che lo porterà a tornare in quella terra martoriata a cui aveva voltato le spalle quando aveva scelto di non voler sprecare la sua unica vita in una lotta senza senso.

Ma ad un certo punto dovrà per forza aprire gli occhi perchè, come gli dice un mujahidin in alcune delle pagine più belle di questo libro, “non c’è cataclisma peggiore dell’umiliazione”. E se siamo tutti d’accordo col dottore sul fatto che uccidere è sbagliato in ogni caso, è impossibile ignorare ciò che intende suo nipote Adel, devoto alla Causa, quando dice “Come accettare di restare ciechi per essere felici, come voltare le spalle a sé stessi senza trovarsi di fronte alla propria negazione?”

Insomma, una narrazione avvincente per un romanzo che fa riflettere sulle scelte personali sullo sfondo di una Storia collettiva che s’impone con prepotenza, sulle radici e sul proprio passato che non svaniscono, e sugli abissi e i picchi dell’animo umano quando messo con le spalle al muro.

P.S. Yasmina Khadra in realtà è un uomo, lo scrittore algerino Mohammed Moulessehoul, che all’inizio aveva avuto problemi a causa dei suoi libri e aveva deciso di usare come pseudonimo il nome di sua moglie. Ora che ha lasciato l’esercito ha svelato la sua identità.

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