Splendido pomeriggio ieri in piazza del popolo. Checché ne dica Severgnini. Certo, la sua provocazione potrebbe essere anche condivisibile (http://bit.ly/eQcTfQ) : indignazione, piazza, slogan = già visto, già fatto eppure stiamo ancora dove stiamo. L’invito è a inventarci finalmente qualcosa di originale. Dubito che i suoi post-it rosa lo siano (mi ricordano Bertinotti XD) ma ripeto, non ha tutti i torti.

In ogni caso la manifestazione di ieri, condivisa in tantissime piazze di tutta Italia e oltre, è stata imponente, bella ed emozionante. Si è tornati a casa con la sensazione che qualcosa stia davvero cambiando. La gente è stufa. Ma succede così dopo ogni manifestazione ben riuscita. Chi ci governa sa bene che basta lasciar passare un po’ di tempo perchè gli entusiasmi si sgonfino. Per avere davvero un po’ di attenzione bisognerebbe protestare a oltranza, notte e giorno. Continuare con azioni concrete (dai, ci possiamo mettere anche i post-it rosa di Severgnini ^^), ogni santo giorno fare qualcosa, farsi sentire in qualche modo.

C’è chi dice che ci appigliamo a tutto (scandalo Ruby compreso) perchè non riusciamo a battere Berlusconi sul piano politico. Vorrei ricordare che il presidente del consiglio è il primo che gioca sporco, controlla media e TV (purtroppo anche per colpa dell’opposizione), e se anche chi fa questa critica ha gli strumenti intellettuali per difendersi c’è invece chi questi strumenti non li ha ed è succube dei modelli da lui imposti. Queste persone sono la maggioranza.

Io non ho voglia di aspettare 50 anni e l’era della generazione internet al voto (che poi questi ragazzi useranno sì internet per informarsi, ma la loro Scuola la si sta smantellando pezzo dopo pezzo). Quindi sì, personalmente mi appiglio anche a questi scandali, alla schifosa condotta di B., alla cosiddetta giustizia a orologeria (mah), a tutto pur di mandarlo via. Non se ne può più. Ma so bene che una manifestazione, per quanto ben riuscita, non basta. Let’s keep on girls!

Vi regalo un video con le foto che ho cercato di scattare ieri. In realtà si tratta di un filmino didattico che mostra il punto di vista delle persone molto basse a una manifestazione con un sacco di gente. Siccome sono anche molto spiritosa, visto il tema della giornata ci ho messo come sottofondo “Oh bondage up yours!” made by X-Ray Spex. Enjoy


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Comments
  1. Per andare alla manifestazione di Piazza Castello a Milano sono andata a prendere la metropolitana in San Babila. Ho trovato la stazione piena di gente che aspettava il treno. Il primo treno era talmente pieno che non si riusciva a salire. Sono riuscita a salire a stento su quello successivo. Il treno era pieno di gente comune, di quelle che puoi vedere andare a passeggio in centro la domenica, non le facce del solito popolo di sinistra abituato ad andare alle manifestazioni. Mi sono chiesta: possibile che vadano tutti alla manifestazione? Alla fermata di Cordusio, precedente a quella dove dovevo scendere, il conducente ha avvertito che per ragioni di ordine pubblico il treno non faceva fermata alla stazione di Cairoli. Il treno si è svuotato di colpo. E’ lì, mentre mi avviavo a piedi verso Cairoli, in mezzo a tanta gente che normalmente non vedresti in una manifestazione, che ho capito che stava succedendo qualcosa di diverso e di non previsto.

    C’è una cosa che Severgnini non coglie della manifestazione del 13 febbario. La risposta la dai già tu nel tuo post: in un paese all’apparenza indifferente da quanto succede con questo governo, c’era l’esigenza di avere qualcuno che ci chiamasse per esprimere la nostra indignazione, per guardarci in faccia, contarci e capire che siamo in tanti. Ed il fatto che l’abbiano fatto le donne è stato forse un fattore decisivo, perchè non si trattava di schierarsi a favore di questo o quel partito. E’ stata una manifestazione che è andata oltre gli orientamenti politici e sono convinta che in piazza c’erano anche molte persone di centro-destra. Questa è stata la cosa che più mi ha aperto il cuore e ridato la speranza che non tutto è perduto in questo paese.

    E’ chiaro che non è una manifestazione a far cadere un governo, soprattutto quando su quella poltrona di primo ministro è seduto uno come Berlusconi. La manifestazione è solo un primo, importante passo. Ci siamo incontrati, ci siamo contati e ci siamo detti: si, è possibile avere un’Italia migliore. Mi sta bene che Severgnini ci esorti ad essere più originali, ma ha torto a sminuire quanto è successo. Forse, invece che a trovarsi con le solite 200 facce a Crema, come riferisce nel suo commento, avrebbe dovuto provare l’ebrezza di cantare “Bella Ciao” con migliaia di persone a Milano. Si, lo so, già visto, tutto così scontato, ma a me ha emozionato e in questo paese non mi succedeva da tempo.

    • Come non essere d’accordo.. Alla metropolitana ho provato le stesse tue sensazioni. Vagoni strapieni di persone (soprattutto di donne, di ogni tipo, di ogni età) che già si guardavano con complicità e sorrisi. Alla stazione Flaminio i treni si sono totalmente svuotati e non abbiamo potuto fare a meno di condividere, con molta allegria ma anche con un pizzico di stupore, quello che stava succedendo. Nessuno era più uno sconosciuto per l’altro. E poi la festa, lì in piazza, fantastico.
      La mia paura è che tutto finisca lì, anche se forse hai ragione, il fatto che stavolta sia partito tutto dalle donne, al di fuori di ogni schieramento, dà molta speranza. Certo che le parole della Gelmini sono agghiaccianti.. –> http://bit.ly/dP2p5J

      • Non credo che le cose finiranno qui. Credo invece che la manifestazione del 13 febbraio sia un punto di svolta. E’ un passo importante ma non sufficente. Però… tanta gente si è trovata ed ha voglia di andare avanti, di non fermarsi qui.

        Credo anche che i prossimi mesi saranno duri. Adesso che ufficialmente Berlusconi verrà processato con rito abbreviato il 6 aprile bisognerà stare all’erta ed essere pronti ad intervenire contro svolte autoritarie e abusi.

  2. Giuze says:

    hahaha poveraccia la minetti, anche in questo frangente dal pdl dicono sempre e solo le stesse cose. Fra l’altro anche quando devono difendere l’indifendibile boh.

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